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COS’E’ UN CONSORZIO EXPORT?
Con il termine consorzio si definisce un'associazione fra soggetti, persone fisiche o giuridiche, che, avendo interessi comuni, si uniscono al fine di perseguire un obiettivo condiviso. Un consorzio export è un’associazione di imprese che si uniscono per creare sinergie, aumentare la competitività e ridurre rischi e costi connessi al processo di internazionalizzazione. Al consorzio possono aderire tutte le piccole e medie imprese che hanno l’obiettivo di accedere ai mercati esteri, attraverso l’esportazione dei loro prodotti.
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L’attività di un consorzio export si sviluppa attraverso la pianificazione e l’organizzazione di iniziative promozionali, al fine di sostenere le imprese associate durante le fasi di penetrazione all’interno di nuovi mercati. Queste iniziative vengono realizzate attraverso specifiche ricerche di mercato e la partecipazione a fiere, missioni e altre manifestazioni, per la cui organizzazione il consorzio si avvale del supporto di personale esperto e qualificato nonché delle proposte delle singole aziende. Il consorzio offre inoltre alle imprese associate opportunità di collaborazioni industriali e produttive, individuando potenziali partner ed eventuali fonti di finanziamento. Attraverso il consorzio export le aziende hanno la possibilità di partecipare ad iniziative promozionali, attraverso la formula degli show room, e ad eventi fieristici, attraverso stand consortili; le imprese possono fruire in Italia e all’estero di specifici servizi a tariffe agevolate e di particolari convenzioni.
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Le tipologie: i consorzi export sono composti da piccole e medie imprese a seconda del settore merceologico, dell’ubicazione, delle finalità intraprese e dell’area geografica di appartenenza delle imprese che lo compongono. E’ possibile così individuare le seguenti tipologie di consorzi: a) plurisettoriale, che aggrega imprese di differenti settori merceologici; b) monosettoriale, che aggrega imprese di uno stesso settore merceologico con produzioni spesso complementari; c) Paese o area geografica, che aggrega imprese con interessi specifici verso determinati mercati esteri; d) multi o mono regionali, a seconda che raggruppino al loro interno imprese appartenenti ad un’una o più regioni.
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Tra i vantaggi di cui le piccole e medie imprese che decidono di entrare a far parte di un consorzio export beneficiano, vanno innanzitutto ricordati la possibilità di accedere ad una serie di servizi altrimenti non utilizzabili e la collocazione, a costi ridotti, su nuovi mercati, che sarebbero per la singola impresa difficilmente accessibili. È inoltre importante ricordare che la partecipazione ad un consorzio export comporta per l’impresa una diminuzione dei rischi, un maggiore potere contrattuale, e quindi una più forte capacità di dialogo e di confronto, con istituzioni, fornitori e clienti, la riduzione dei costi di trasporto, una più ampia visibilità all’interno del mercato di riferimento. Un consorzio export garantisce la possibilità di incentivare l’interesse di investitori stranieri e la creazione di un marchio comune forte: un consorzio che dispone di prodotti ad elevata complementarità si propone come soggetto ideale per lo sviluppo di relazioni commerciali, presentandosi come un interlocutore con competenze molto elevate.
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LA NORMATIVA ITALIANA IN MATERIA DI CONSORZI EXPORT Legge 21 febbraio 1989, n. 83 – Concessione di contributi finanziari ai consorzi tra piccole e medie imprese industriali commerciali e artigiane
La legge n. 83 del 21 febbraio 1989 disciplina la concessione annuale di contributi finanziari ai consorzi multiregionali fra piccole e medie imprese, che hanno come scopo esclusivo l’esportazione dei prodotti dei consorziati e l’attività promozionale necessaria per realizzarla. I contributi sono destinati ad incentivare lo svolgimento di attività promozionali aventi rilievo nazionale, la realizzazione di progetti volti a favorire l’internazionalizzazione, in forma aggregata, delle piccole e medie imprese e le attività relative alla promozione commerciale all’estero del settore turistico, al fine di incrementare i flussi turistici verso l’Italia. Risulta quindi chiaro che possono essere oggetto di finanziamento unicamente i costi delle azioni promozionali. I programmi proposti non dovranno pertanto contenere iniziative volte al diretto sostegno delle vendite. I contributi eventualmente concessi non potranno essere ripartiti tra le singole imprese o utilizzati per coprire i costi delle loro singole iniziative...
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